Laurea al tempo del Coronavirus

La Presidente Edda Calligaris si congratula con Michele Felice, che lo scorso 13 marzo ha conseguito la Laurea Magistrale in Filologia e letteratura italiana presso l’Università Ca’Foscari di Venezia, discutendo in modalità “a distanza” – in videoconferenza da casa, esperienza particolarissima per un evento così importante – la sua tesi sulla prosa saggistica di Guido Ceronetti.
Seguono alcune righe da lei scritte.

Chi è Michele Felice?
Quando lo incontri ti verrebbe da dire che il cognome non gli si addice del tutto. Non sprizza gioia da tutti i pori, non sembra allegro ed estroverso, ma quando lo conosci ti dici che sì, è un ragazzo felice.
Parla con affetto della sua famiglia, dei nonni con i quali ha vissuto mille belle giornate nel paesino della Carnia, della sua frequentazione della musica popolare compresa quella liturgica tradizionale, della chitarra che lo accompagna quando, ogni giovedì sera, raggiunge cantautori, musicisti, artisti di ogni genere, presso la “Girada”, locale udinese dove si può mangiare con semplicità e amicizia scambiandosi canzoni, parole, idee, impressioni annaffiate da una buona compagnia e, perché no, talvolta da un buon bicchiere di vino… Quando lo conosci scopri in lui il poeta, colui che vede la vita anche in versi oltre che in prosa, la genuinità ma anche grandi valori come impegno serio, costanza e spaccati di vita reale, non sempre bella ma comunque degna di essere conosciuta e vissuta. La sua formazione è classica, come è classica la musica attraverso la quale ha studiato chitarra.
Ha venticinque anni, sempre elegante e composto, linguaggio essenziale e pulito, quasi un uomo di altri tempi. L’inseparabile cappello e gli occhiali da sole (per proteggersi da una luminosità ambientale che lo acceca) lo rendono riconoscibile quasi quanto i capelli bianchi. Ama le giornate grigie, e forse per questo suo modo di essere, le giornate grigie non lo rattristano, contrariamente a quanto succede a molti altri.
L’avete capito, vero? Michele è un ragazzo albino e l’albinismo comporta anche una ipovisione più o meno severa. Ma questa condizione non lo ha fermato. Penalizzato un po’? certamente sì, ma forse è stata proprio questa particolare condizione a farlo essere ciò che ora è, dopo aver trovato il modo per affrontare e superare tanti ostacoli negli anni della scuola e in quelli universitari.
Michele si è fermato all’A.N.Fa.Mi.V. dopo avervi effettuato il tirocinio durante il percorso universitario. È rimasto qui perché ha deciso di svolgere l’anno di Servizio Civile Universale, di prendersi cura, nel nostro Centro Diurno, di persone che alla disabilità visiva associano una disabilità intellettiva e relazionale. A questi nuovi amici, più grandi di lui, con pazienza infinita spiega, esplicita, informa, racconta, approfondisce…
Vi state chiedendo cosa voglia fare Michele in futuro? Domanda lecita. E la risposta è “cos’altro se non scrivere?”. Altrimenti perché gli avremmo affidato la redazione della newsletter dell’A.N.Fa.Mi.V.? Saranno firmate da lui le newsletter che riceverete dalla nostra associazione almeno fino a gennaio 2021, quando Michele concluderà il suo periodo di Servizio Civile assieme a Brayan. Ma di Brayan diremo nella prossima.

Tratto dalla Newsletter ANFaMiV del 3 aprile 2020

Scrivi un commento