L’A.N.Fa.Mi.V. non si ferma (2)

Recentemente, Vincenzo Falabella, presidente della FISH (“Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap”, di cui la nostra associazione fa parte), ha scritto, parlando delle conseguenze a livello scolastico dell’emergenza Coronavirus:

«[…] ricordiamo che la recente situazione emergenziale sta portando letteralmente alla “scomparsa” della figura dell’assistente all’autonomia e alla comunicazione, che essendo formalmente un dipendente privato, rischia di vedersi “sganciato” da tutto l’iter di coprogrammazione, confronto e progettazione che le scuole stanno pur faticosamente mettendo in piedi. E questo nonostante tali figure svolgano un lavoro spesso fondamentale per alunni con problemi relazionali».

Osservazione necessaria e su cui meditare, poiché gli educatori che svolgono la funzione di “assistente all’autonomia e alla comunicazione” sono indispensabili per il consolidamento di una necessità che precede quella specificamente didattico-formativa, che anzi sostiene quest’ultima nel senso che le permette di non collassare su sé stessa. Il lavoro di questi educatori, tra le moltissime difficoltà, mantiene intatta la struttura di sostegno che permette allo studente di accedere con meno ostacoli possibili all’apprendimento, che sia un contesto di programmazione scolastica differenziata, semplificata o meno.

Gli educatori e le educatrici dell’A.N.Fa.Mi.V., fin da subito attivi in vista della costrizione domiciliare, sono al lavoro per traslare la prassi di sostegno dalla modalità “a contatto” alla modalità “a distanza”, facendo fronte alle aggiuntive difficoltà convergenti e moltiplicatesi in questa situazione di emergenza.
L’affiancamento allo studio, i ripassi, lo svolgimento degli esercizi (inclusi esercizi pratici di cucina ed ascolti musicali) ed in generale l’attività di sostegno, avvengono via Skype in videochiamata o in collegamento telefonico, nel tentativo di sempre migliorare un approccio che per ovvie ragioni non potrà mai sostituire quello “in presenza”. «Non nego che non sia facile mantenere il contatto con questo strumento, ma vedere i ragazzi è stato un segnale per fargli capire che io ci sono, e che non sono “sparita”», commenta una delle educatrici: la prima cosa da fare, per non far vacillare o addirittura collassare la struttura di sostegno con tanta fatica edificata nel tempo, è proprio far sentire la propria presenza, essa stessa e di per sé colonna portante di quella struttura.
Anche i contatti con i “ragazzi” del centro diurno sono mantenuti via telefono. Con letture, esercizi o semplicemente tramite conversazione, l’intento è sempre quello di mantenere il più possibile quel contatto umano che è fondamentale e indispensabile per tutta la struttura educativa e di affiancamento svolta all’interno dell’A.N.Fa.Mi.V.

A proposito di contatto umano, graditissima è stata un’interessante iniziativa accolta dalla Presidente Edda Calligaris. Il fisarmonicista Paolo Forte, che si è reso gentilmente disponibile nelle scorse settimane per suonare a domicilio via collegamento telefonico per chi lo desiderasse, ha telefonato a Mauro, Luca e Giusy dedicando loro qualche pezzo musicale, portando direttamente in casa quella ormai rara gioia di poter ascoltare musica dal vivo ed avere con essa e con chi la suona un contatto diretto e genuino, per quanto è possibile di questi tempi. I ragazzi sono stati felicissimi, mostrando il caratteristico entusiasmo che li contraddistingue, come sa bene chi ha avuto il piacere di conoscerli e passarci del tempo assieme.

Tratto dalla Newsletter ANFaMiV del 3 aprile 2020

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